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Bollettino Il Ponte
 Bollettino "Il Ponte"

L'archivio liberamente sfogliabile e scaricabile del bollettino parrocchiale "Il Ponte".

 

Campanile e campane

Di  modesta architettura, appena movimentata da semplici paraste angolari, la torre campanaria si "redime" nella cella aperta da quattro finestroni con archi a tuttosesto, e più ancora nel coronamento: una guglia a piramide ottagonale, rivestita di rame e sovrastata da palla e croce; e quattro bassi pinnacoli angolari a piramidette esgoanli, anch'essi rivestiti di metallo e sovratati da piccole pale. La torre è stata tinteggiata con caldi colori bolognesi nell'estate 1988, a poco più di 4 secoli (esattamente 408 anni) dalla sua costruzione.

Demolito quell'antichissimo campanile che affiancava a meridione la chiesa "formosissima" rifatta e "girata" tra il 1567 e 1591, pe run decennio ci si accontenta del campaniletto. La torre attuale è eretta nell'anno 1580 contemporaneamente all'oratorio "ai suoi fondamenti". Ha pianta quadrata, col lato di m 2,57. Risulta alta 40 piedi (mteri 15,20) e ha due campane del peso complessivo di 1000 libre, cioè 362 chilogrammi.

La precedente torre era ancora in piedi nel 1573, quando don Pellegrino nell' "inventario delli beni mobili" indicava due campane sopra il campanillo: due campane, che ora vengono sostituite da altre due fatte con il bronzo dato da quell'Antonio Trafuori ricodato dall'Anonimo. E' una torre, la nuova, "di fabbrica assai bona, con tre tasselletti di assa e scale di legno per andare nella torre": queste scale, indicate da don Pietro Fondaroli nell'inventario del 1718, sono le stesse che, "ormai marce e pericolanti", vennero tolte e sostituite negli anni '70 dai campanari.

Nell'anno 1733, il campanile viene portato all'attuale altezza di 60 piedi (metri 22,80), che è l'attuale, forse mediante la sopralevazione della cella e laFoto campanile costruzione della guglia, e dodato di una terza campana (ma quelle del '500, coem vedremo, erano già state sostituite). In una nota d'archivio datata 1755 si legge: "dalla parte verso settentrione vie la torre per le campane, fabricata et inalzata l'anno 1736 con tre cmapane, la maggiore persa libbre 350 circa, la mezzana libbre 250 circa, la terza pesa libbre 164 quale fu fatta l'anno 1736 con suo castello e su ringhiere di ferro nei finestroni, qual etorre è di altezza piedi 60". Gli inventari del 1734 e quelli degli anni 1777 e 1778 segnalano nella torre campanaria "un Orologio di Ferro", con la sua mostra pure di ferro, il quale "batte le ore in una campana di peso libbre 81". Scomparsa la campana, il meccanismo dell'orologio è stato smontanto nel 1977.

Nel 1828 l'amministrazione parrocchiale fa istanza al card. Oppizzoni per rifondere le tre vecchie campane che non hanno "alcuna iscrizione o altro degni di menzione". Per la verità, le tre campane le loro iscrizioni le avevano (fonte Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Fondo speciale, cit., ivi), a testimoniare che erano state costruite in epoche diverse. La più antica era la mezzana, datata 1646 e perciò risalente al parroco don Baldassarre Barbieri. Recava la scritta:
+ AVE MARIA GRATIA PLENA DOMINUS TECUM. ANNO D. MDCXLVI.
GIO. DOMENICO DINARELLI FUNDEBAT.
All'anno 1697 rislaiva la grossa, cioè il tempo di don Rubini. Portava scrito:
+ AVE MARIA GRATIA PLENA DOMINUS TECHUM. A.D. MDCIIC.
ANTONIUS DE MARIANIS FECIT.
Infine, la piccola, quella del 1736, che aveva questa iscrizione:
R.PETRUS FUNDAROLI ARCHIP. CORTICELLAE UNA CUM PARROCHIANIS FECERUNT MDCCXXXVI.

Vennero consegnate alla ditta Brighenti che nello stesso 1828 approntò il nuovo concerto di 4 campane. I pesi dei bronzi erano: grossa, libbre 746 (= kg 270); mezzana, libbre 533 (=Kg 193); mezzanella, libbre  374 (=Kg 135); piccola, Libbre 249 (=kg 90). A questo eso complessivo di 1902 libbre si aggiungevano altre 24 libbre delle lucerne, cioè le boccole aperte, in bronzo da cmapane, sulle quali ruotavano i ceppi. Fu questo il primo concerto fuso nel 1828 da Giuseppe Brighenti ed aveva l'accordo in SI. "Quattro campane ottime di Bronzo", disse don Lapi nel suo inventario del 1857.
Nel 1864 il famoso ingegnere Antonio Zannoni (Faenza 1833-1910), l'uomo che di lì a poco avrebbe riemsso in funzione il quasi bimillenario acquedotto Augusto e dil suo "cunicolo romano", si occupò del campanile di Corticella. Il 23 giugno fece un preventivo per riparare la guglia, con rinfodero e copertura di rame, nuova palla e nuova croce.

Nel 1940 il castello delle campane fu del tutto rifatto, ma durante la seconda seconda guerra mondiale, Corticella perse due delle sue campane, che furono requisite a fini bellici: la grossa e la mezzanella.
A conflitto terminato, don Tartarini ne commissionò il rifacimento a Cesare Brighenti, ultimo fonditore dell'illustre, antica ditta. Furono fuse nel 1946. Pesano kg 275 e kg 141, costarono 60.131 lire. Le consacrò il vescovo ausiliare mons. Danilo Bolognini. Nell'occasione tutte e quattro le campane furono poste su cuscinetti a sfera.
Nel 1978 fu "girata" la mezzana, che era "in croce" (cioè si suonava stando dalla parte opposta a quella della grossa, rendendo così - stante anche l'angustia della cella cmapanaria - più difficoltoso il lavoro del campanaro).
Nel 1984 si eseguirono nel cmapanile urgenti opere, fra le quali la collocazione di quattro fienstroni nuovi, la totale intonacatura dell'interno, ka sistemazione del castello e delle travature.
Le quattro campane sono così caratterizzate:

  1. Grossa, diametro cm 76, tonalità SI: ha le effigi di san Savino e del s. Cuore di Gesù, e due iscrizioni.
    Davanti: PIANGO I MORTI/RIFUSA L'ANNO MCMXLVI; dietro: CAV. CESARE BRIGHENTI / A BOLOGNA FUSE.
  2. Mezzana, diametro cm 68, tonalità DO; ha le effigi di s.Giuseppe, del Crocifisso, di s.Stefano e di s.Pancrazio; le iscrizioni S.JOSEPH, S.STEPHANUS,S.PANCRATIUS e la firma IOSEPH BRIGHENTI FUDIT/A.MDCCCXXVIII.
  3. Mezzanella, diametro cm 60, tonalità RE; ha l'effigie della B.V. delle Grazie e il simbolo eucaristico dell'ostia con calice e patena. Due scritte; davanti: CHIAMO I DISPERSI /RIFUSA LA'NNO MCMXLVI; dietro: CAV: CESARE BRIGHENTI / A BOLOGNA FUSE.
  4. Piccola, diametro cm 52, tonalità FA. Ha le effigi del Crocifisso, di s.Apollonia, di s.Lucia e di S.Agata; le iscrizioni S.APPOLONIA, S.LUCIA, S. AGATA,  e la firma IOSEPH BRIGHENTI FUDIT / A.MDCCCXXVIII.
    I dati tecnici su riportati sono tratti da una ricerca di don Evaristo Stefanelli ("Bologna: polifonia di voci", Bologna 1981, p. 133).

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