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Bollettino Il Ponte
 Bollettino "Il Ponte"

L'archivio liberamente sfogliabile e scaricabile del bollettino parrocchiale "Il Ponte".

 

La storia della Chiesa

"La storia della Chiesa"
Tra passato e presente

 

Sagrato

"Corticellesi, cent'anni or sono don Emilio Lapi sulle basi dell'antica Chiesa Arcipretale lanciava archi nuovi, unendo nella fede il passato e l'avvenire. Voi siete eredi di questa tradizione che ha la radice ai piedi dell'altare. Emuli dei Padri, in una nobile gara d'arte e d'amore, di una mano che opera e di mani che offrono e pregano, in ogni pietra della Chiesa avete inciso un'espressione plastica di fede. Avete mostrato che questa terra toccata dal piede di Santa Caterina e prediletta dalla Vergine delle Grazie, terra forte ed eroica, speranza della Patria e del Cielo, non si smentisce mai" (da un manifesto del 1939).

 

Ieri.............

Fin dal secolo XII nel territorio di Corticella esistettero due chiese, una dedicata a s. Savino e una dedicata a s. Silvestro, entrambe designate con l'appellativo "de Cortexella". Per la precisione, la chiesa di S.Savino corrisponde all'odierna parrocchiale che, pur più volte ricostruita, non ha mai cambiato luogo; quella di S. Silvestro sorgeva alquanto più a sud, nella località denominata Roncaglio, per cui, a volte, veniva indicata anche come S. Silvestro di Corticella.
Se per la chiesa di S. Silvestro è ovvio collegarne il titolo alla probabile appartenenza della corte di Corticella all'abbazia di Nonantola, per quella di S. Savino una risposta appare assai più problematica. Il santo di nome Savino, titolare della chiesa in Corticella, è sempre stato, a quanto è dato a sapere, il vescovo e martire in Umbria la cui festa si celebra il 30 dicembre.
Il primo documento a noi noto in cui si nomina la chiesa di S. Savino di Corticella è del 9 aprile 1217; si tratta del testamento del notaio Orabona in cui è disposto un lascito di lire tre a vari sacerdoti, fra cui "presbitero Iohanni sancti Savini de Cortexella", affinchè ogni giorno, per la durata di un anno, celebrino la messa per l'anima del testatore.
La chiesa di S. Silvestro si trova nominata la prima volta, per quanto ci risulta, il 9 luglio 1263. In quel giorno i procuratori dei parrocchiani "ex licentia eis data per homines de populo dicti sancti Sylvestri" al fine di procedere alla scelta "unius sacerdotis in ecclesia sancti Sylvestri de Cortexella", presentarono ai canonici della cattedrale certo don Gandolfo, già rettore di S. Lorenzo di Borgo Panigale; e dai canonici ebbe il possesso della chiesa.

Il 9 giugno 1375 essendo vacante la chiesa di S. Silvestro per rinuncia di un don Francesco che aveva accettato la rettoria della chiesa di S. Prosprero di Bologna, i procuratori dei parrocchiani presentarono don Ventura da Cesena; la presentazione fu fatta non per il rettorato della sola chiesa di S. Silvestro ma per quello delle due chiese unite di S. Savino e S. Silvestro di Corticella, approfittando del fatto che anche la chiesa di S. Savino si trovasse priva di rettore.
Da allora le due chiese e i rispettivi ambiti territoriali costituirono praticamente una sola parrocchia, perché affidate alla cura di un unico sacerdote; l'estimo ecclesiastico del 1392 lo conferma: "Ecclesia sancti Savini de Cortexella unita cum ecclesia sancti Silvestri de Cortexella, rector presbiter Iohannes de Bononia".
Intorno al 1537 fu sopressa la chiesa di S.Silvestro, dopo un lungo periodo di abbandono: territorio, rendita e titolo passarono alla nostra chiesa che da allora unì al titolo di S.Savino anche quello di S.Silvestro.

Vista di Corticella e schema della Chiusa - Congregazione Gabella Grossa XVIII sec.
Vista di Corticella e schema della Chiusa - Congregazione Gabella Grossa XVIII sec.

Nella seconda metà del Cinquecento si decise la costruzione di una nuova chiesa che impegnò la Comunità parrocchiale dal 1568 al 1591. Nonostante le ristrutturazioni e le modificazioni apportate nel corso dei secoli successivi, si può far risalire a questo antico edificio cinquecentesco l'impianto architettonico originale dell'attuale chiesa.
La Parrocchia non contava allora più di 500 anime, per lo più contadini, distribuiti su un territorio caratterizzato da insediamenti rurali a carattere sparso. La cura delle anime era affidata a un "rettore" temporaneo che veniva proposto ed eletto dagli stessi parrocchiani.
Ma l'arrivo e l'insediarsi di diversi "forestieri", per lo più braccianti e lavoratori stagionali, avviò una lenta ma significativa trasformazione. Nel Seicento le antiche mappe documentano infatti la nascita di un piccolo insediamento edilizio, in vicinanza della chiesa. Questa fu la prima origine del borghetto accanto al ponte di Corticella, che verso la metà dell'Ottocento aveva assunto l'aspetto di un piccolo paese. La popolazione era quasi raddoppiata: nel 1853 le anime censite erano già 933. 

L'altro ieri.............

L'antica chiesa doveva risultare ormai inadeguata alle esigenze della comunità e nel 1839 venne completamente rinnovata, per quanto riguarda l'interno, dall'architetto Vincenzo Vannini che la ridisegnò in stile neorinascimentale, conferendole un aspetto più nobile e solenne.
La nuova chiesa rimase inalterata fino agli inizi del Novecento quando i documenti registrano un susseguirsi di interventi edilizi che, pur lasciando invariata la pianta dell'edificio, ne modificarono sensibilmente l'aspetto.
Tra il 1910 e il 1913 furono costruite le due cappelle ai lati del presbiterio, la nuova sacrestia e fu ampliato il coro.

Foto della Parrocchia del 1914

Tra il 1917 e il 1921 furono rifatti il catino della cupola, i pennacchi e il cornicione della navata.
Negli anni 1923-25 fu costruita anche la nuova facciata della chiesa nelle forme attuali.
Ma l'intervento più importante fu senz'altro quello del pittore Carlo Baldi, decoratore abilissimo e raffinato, cui spetta la decorazione pittorica di tutta la chiesa. Un lavoro di anni che si concluse solo nel 1939.Tutti questi lavori furono promossi e portati avanti da don Pietro Martinelli che fu parroco dal 1891 al 1929 ed è il primo dei vecchi parroci di cui conservino ancora memoria i più anziani corticellesi. A succedergli fu chiamato don Camillo Tartarini che resse la Parrocchia per un tempo lunghissimo, fino al 1964. Sotto di lui la comunità e il territorio vissero l'esperienza della guerra e, successivamente, tutte le trasformazioni sociali ed economiche che mutarono un borgo suburbano, ancora legato ad un'economia rurale ed artigiana, in un centro di perfieria ormai integrato con la città.

Foto della parrocchia nel 1949

I quattro chilometri di campagna che separavano Corticella dalle mura di Bologna furono progressivamente occupati da nuove costruzioni e da nuovi quartieri, collegati alla città da mezzi di trasporto sempre più rapidi. 
A livello ecclesiastico la nuova situazione ebbe conseguenze importanti: nel 1955 il cardinale Giacomo Lercaro, con decreto del 17 maggio, eresse Corticella a Parrocchia urbana insieme a quelle di Casalecchio di Reno e di S.Lazzaro di Savena. 

 

 

Foto di via San Savino del 1950

A seguito di questo decreto la nostra Parrocchia venne ad inserirsi a pieno titolo nel Decennale turno degli addobbi e celebrò la sua prima Decennale Eucaristica nel 1959.
Due anni prima il territorio parrocchiale aveva subito un notevole ridimensionamento a seguito dell'istituzione della Parrocchia di S.Giuseppe Lavoratore alla quale passarono le vie Roncaglio, Sostegnazzo e Croce Coperta e le case su via di Corticella fino ai numeri 192 e 257, su via di Saliceto fino ai numeri 55 e 76 e su via dell'Arcoveggio fino ai numeri 142 e 59.
Nel 1965, dopo la rinuncia di don Tartarini, la Parrocchia venne affidata a don Giuseppe Nozzi. Nel periodo della sua lunga permanenza, prima come delegato arcivescovile, poi come titolare vicario (dal 1980) ed infine come parroco effettivo (dal 1987), si verificò un progressivo spostamento della vita e delle attività, dal cuore della "vecchia" Corticella, alla zona est del territorio, investita da un eccezionale sviluppo edilizio, a spese della campagna e di numerosi giardini di antiche ville padronali. La chiesa, al di là del ponte, venne così a trovarsi in una posizione fortemente decentrata rispetto alla "nuova" Corticella, con conseguenze subito evidenti sia sul piano pratico che su quello dell'azione pastorale. Tanto più se si considera l'aumento della popolazione parrocchiale che negli anni settanta e ottanta si assestò sulle 13.000 anime. Un nuovo punto di riferimento per i parrochiani fu l'apertura, proprio nella zona est, al n. 97 di via del Tuscolano, della Casa della Carità inaugurata dal cardinal Lercaro il 25 luglio 1966 e sostenuta poi in tutte le sue necessità dalle cure premurose di don Giuseppe.
Da allora un ponte ideale ha attraversato la Parrocchia e unito la nostra chiesa alla Casa: quante persone l'hanno attraversato in questi anni! Quanti cuori, anche lontani, si sono aperti qui all'amore per i "più piccoli" e al servizio!

Alcune immagini di come eravamo

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